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L'arte si video racconta

 

Il critico risponde

Uno spazio dove è possibile confrontarsi e scambiarsi idee sul mondo dell'arte e su tutto ciò che gli ruota intorno.
Un luogo di incontro e di approfondimento con il critico d'arte Goran Lavriha.

 

7 Ottobre 2009

ROSALY E L'EVOLUZIONE DEL CROMATISMO

Salve,

 

 mi chiamo Rosaly Infurna grazie x la pubblicazione di una mia opera. Prof. Le chiedo un parere se questo genere sarebbe migliore del primo. La ringrazio anticipatamente

    

Gentile Rosaly,

noto con piacere che sta ponendo maggiore attenzione ai rapporti cromatici e che ha decisamente sfrangiato, dilatato le pennellata rendendola più agile e fluida. A differenza della sua precedente opera che appariva rigida, con un soggetto rigido e statico qui sia il colore più fluido sia il gesto, che lei ha liberato e reso più sicuro danno maggiore luminosità, leggerezza e ariosità al dipinto. 

Le consiglio ora, per ciò che riguarda il colore, di continuare nell’approfondimento dei rapporti cromatici. Quando dipinge accosti un colore primario ad un colore secondario, dato dagli altri due primari (rosso-verde, giallo-viola, blu-arancio), e vedrà quanto forte sarà l’effetto grazie alla reciproca esaltazione con una luminosità che sembrerà interna al dipinto.

Per ciò che riguarda il soggetto (il gallo non mi fa impazzire confesso) e non posso suggerirle nulla ma faccia sì che quello scelto (pupo o gallo che sia) diventi un pretesto rappresentativo e non un fine…

 Buon lavoro Rosaly, attenderò il prossimo lavoro e si ricordi di inserire le dimensioni, il supporto che usa e che tipo di colori la prossima volta (sono fondamentali per me!!!!!!!).

 

Cordialmente

G.L.

 


  

7 settembre 2009

L'ARTE E I CHEWING-GUM

Ciao Goran,

mi chiamo Antonietta e sono una studentessa di Beni Culturali che sogna un giorno di poter diventare critico d'arte. Mi piace molto l'arte di Maurizio Savini (l'artista che avete intervistato un annetto fa) e vorrei saperne di più sulla sua arte. Esistono altri artisti come lui oppure è unico nel suo genere. Secondo te, un tipo di arte come la sua (che usa i chewing gum per fare sculture) può avere successo oppure resta secondaria rispetto alle altre arti tradizionali?
Grazie per la disponibilità

 

Gentile Antonietta, inizierò a risponderle partendo dalla sua ultima domanda e le risponderò socraticamente - ponendole a mia volta un quesito. L’orinatoio “Fontana”  Marcel Duchamp è o non è un opera d’arte? I Dada hanno sconvolto il concetto di arte con l’operazione delready-made e quest’ opera del 1917 ne è la prova quindi come si può oggi parlare “arti tradizionali”? 

Per ciò che concerne Maurizio Savini avendolo scelto per una delle mie interviste ovviamente apprezzo molto il suo lavoro, trovo la sua operazione neo-pop molto interessante anche perché prodotto e conseguenza dell’insegnamento Dada e della Pop art americana. L’unico artista, che al momento mi sovviene, che utilizza il chewing gum è una artista Simone Decker che durante la Biennale del 1999 disseminò Venezia di installazioni giganti che simulavano dei chewing gum “usati”  come capita di vedere nella vita quotidiana sui marciapiedi. L’operazione è però molto diversa rispetto alla Saviniana. Concludo augurandole buon studio, sta percorrendo un percorso a me ben noto e quando l’avrà concluso magari ne riparleremo. Augurandomi di essere stato esaustivo e ringraziandola di avermi contattato rimango a sua disposizione per ulteriori chiarimenti.

G.L.


 

  4 Settembre 2009

ARTISTA INFORMALE IN CERCA DI GLORIA

 

Salve,

 

sono una giovane artista in cerca di gloria.
Date un'occhiata alle foto delle mie composizioni e date un giudizio,
aspetto vostri commenti.
Grazie, Elisa

 

 

 

Gentile Elisa,

 avrei gradito maggiori informazioni sulle sue opere - la tecnica e le dimensioni per esempio ma mi accontenterò.

 Dunque, non mi dispiacciono per nulla i due dipinti, coerenti per altro con l’installazione neon, che mi ha inviato ma preferisco soffermarmi sull’installazione.

Reputo in realtà un buon inizio tutte e tre le opere e la invito a continuare in questa direzione. Ovviamente non vi è nulla di nuovo nelle sue opere ma se approfondirà chi per primo ha utilizzato questo linguaggio vedrà che troverà la sua chiave di lettura e un suo linguaggio che dovrà appartenere al nostro tempo. Mi riferisco ovviamente a Joseph Kosuth ma anche Lucio Fontana e anche Donato Piccolo che come noterà nelle interviste è partito dalla tradizIone informale per dar vita ad un suo lessico ben definito e personale.

Ignoro la sua età ma visto che si definisce giovane (anche se qui entriamo nel relativismo di ciò che si intende oggi giorno “giovane età”…) ha molta strada da percorrere ma se si impegna troverà la via giusta. Ultimo suggerimento che le do- non si fermi all’informale ma esplori liberamente tutte le possibilità espressive dell’arte, solo così potrà trovare il suo linguaggio.

Ringraziandola per avermi consultato rimango a sua disposizione.

Cordialmente

G.L.

 


 

 21 Luglio 2009

UNO SGUARDO AL PASSATO

Ciao Goran,

volevo sapere cosa ne pensavi delle mie opere.
La direzione dei miei lavori è orientata verso il passato: propongo dei fotogrammi di film anni 60. Sono particelle di memoria e i soggetti sono trasfigurati, senza connotati. L'acrilico mi permette di effettuare diversi effetti di velature e scioglimento delle parti. Lo scioglimento visto come deteriorarsi della memoria..il cinema è una memoria collettiva è uno specchio della società..lo sguardo è ovviamente nostalgico.
 
In attesa di un tuo parere, ti ringrazio

Fabrizio Cicero

 

Alter ego

 

Jules e Jim

 

 

 

Gentile Fabrizio,

in un’epoca dove in concettuale regna sovrano, o quasi, concordo che spesso le opere debbano essere spiegate o che comunque si debba conoscere il percorso che l’artista ha effettuato, quale è la direzione della sua ricerca (io per primo approfondisco il percorso di ogni artista che intervisto). Ritengo però anche che l’opera debba mantenere una sua autonomia estetico-formale esplicita e quindi il fruitore vendendola debba almeno sommariamente capire di cosa si sta trattando.
Non posso giudicare la tecnica o le velature di cui lei parla visto che ho a mia disposizione solo le foto che mi ha inviato ma se lei non mi avesse inviato anche la breve spiegazione dei suoi lavori non avrei mai capito che si tratta di “fotogrammi di film anni ’60….particelle di memoria….”.
Il cinema è innegabilmente parte integrante della storia del ’900 e della nostra cultura e linguaggio contemporaneo ma la sua lettura di questo fenomeno trovo sia vaga, poco chiara e un po’ nebulosa.
Se intende continuare in questa ricerca renda il suo linguaggio più autonomo, indipendente da vecchi stilemi o da altri artisti contemporanei, trovi il suo linguaggio.
Buon lavoro.
G.L.     

   


 

13 Luglio 2009

MARCO DELOGU: UN ARTISTA DELLA FOTOGRAFIA

Caro Goran,
sono Camilla e sono un’appassionata di fotografia. Ieri sera sono andata alla mostra “FotoGrafia” al Palazzo delle Esposizioni e ho visto che il curatore di una sezione è Marco Delogu. Con stupore ho notato che lo avete intervistato un po’ di tempo fa e mi farebbe piacere avere maggiori informazioni sul suo stile fotografico, la sua scelta dell’uso del bianco e nero. Inoltre volevo un consiglio: credi che la fotografia di paesaggi possa essere paragonata all’arte figurativa? Grazie

Camilla D.

Gentile Camilla,


come potrà apprendere dalle parole di Delogu, che lo spiega chiaramente nella mia intervista, il suo lavoro ha subito nel corso del tempo diverse evoluzioni. Dalla necessità di indagare se stesso attraverso il ritratto di soggetti accuratamente scelti e selezionati all’indagine della natura (sia esso un bosco ma anche i suo cavalli) che Delogu interpreta, rivede attraverso la sua chiave di lettura. La scelta del bianco nero rientra nel linguaggio artistico che il fotografo sceglie per le sue foto ma comunque la maggioranza dei fotografi, che si occupano di un genere di foto non documentaristica ma della così detta fotografia artistica usa il bianco e nero.
Per ciò che concerne la sua domanda, non si possono paragonare fotografia e pittura perché sono troppo diverse ma  l’arte figurativa si preoccupa di riprodurre la realtà e quindi di “fotografarla”, la fotografia di paesaggio ha alle spalle secoli di tradizione pittorica paesaggistica e le è quindi debitrice. Il rapporto tra le due è innegabile è se si dedica alla fotografia di paesaggio vedrà che non potrà che arricchire il suo lavoro approfondendo grandi Maestri che si sono resi famosi grazie ai loro paesaggi come Claude de Lorraine o Camille Corot ma anche John Constable.

cordialmente

G.L.

 


 

13 Luglio 2009

FERNANDE OLIVIER E PICASSO

 

Salve,

 

ho letto la lettera precedente e colgo l'occasione per farle una domanda: Picasso ad un certo punto della sua carriera si spinge verso il Classicismo (intorno al 1905). Chi lo spinge verso tale scelta? E successivamente verrà influenzato da qulacun'altro?

 

Grazie

 

Marzia Del Monte

  

The Cubist Portraits of Fernande Olivier

 

 Gentile Marzia,

 

se le interessa anche lei può approfondire il rapporto tra Fernande Olivier e Picasso che lavorano  molto (tra il 1905 e il 1906) insieme, confronti le opere e cerchi se esiste un epistolario o altri documenti che possano illustrare i prodotti del loro confronto e della loro collaborazione. In tal senso ritengo che l’archivio della Fondazione Picasso di Malaga le sarà molto utile. Ritengo inoltre che indagando sul rapporto Olivier-Picasso potrà sicuramente scoprire anche altre relazioni e collaborazioni intercorse tra Picasso e altri intellettuali o artisti a lui contemporanei.

Cordialmente,
G.L.

 


 6 Luglio 2009

IL PERIODO ROSA DI PICASSO

Salve,

 

sono uno studente di Beni culturali e sto scrivendo una tesi sulla formazione classica di Picasso del 1905-1906 a Parigi. Potresti consigliarmi qualche libro? Inoltre vorrei sapere cosa ne pensavano i suoi colleghi.

 

Grazie

 


Francesco Granada

Ritratto di Fernande Olivier eseguito da Picasso

Gentile Francesco,

Il periodo artistico a cui fa riferimento, dal 1905 al 1906, saprà benissimo corrisponde al “periodo rosa” di Picasso, uno stile pittorico in cui vi e una predominanza del colore rosa appunto e dell’arancione. In questo frangente temporale i soggetti da lui rappresentati sono indubbiamente più allegri, gioviali specialmente se paragonati alle rappresentazioni precedenti caratterizzate da soggetti più cupi e tristi del “periodo blu”.

Il modo migliore per conoscere, indagare i rapporti tra gli artisti, ma anche tra gli artisti e altri soggetti, è riuscire a reperire la corrispondenza tra questi o scoprire se vi erano progetti, lavori in comune (se collaboravano in riviste o periodici per esempio).
Le consiglio quindi di rivolgersi alla Fondazione Picasso di Malaga e al Museo Picasso di Barcellona, sicuramente avranno nei loro archivi molti documenti interessanti per i suoi studi.

Aggiungo inoltre il titolo dell’unica pubblicazione che ora mi viene in mente da suggerirle - VERSO LA MODERNITA’, Canuto, Appolinaire, Picasso, Satie (Editrice, Collana Ricciotto Canudo).

Aggiungo inoltre  che in questo periodo della sua vita Picasso frequenta molto Fernande Olivier e ne è molto influenzato, basta paragonare alcune opere dei due maestri per comprenderlo immediatamente. Credo che debba prendere in considerazione anche il rapporto tra questi due artisti per afferrare meglio l’opera di Picasso del breve lasso di tempo di cui si sta interessando.

RingraziandoLa di avermi contattato rimango a sua disposizione.
Cordialmente,
G.L. 

  


 

 2 Luglio 2009

PITTRICE ESPRESSIONISTA DEL XXI SECOLO

 

Salve,

mi chiamo Rosaly Infurna e sono un’artista. Allego unafoto di un mio lavoro chiedendo un suo commento. Gazie e a presto…
Rosaly

 



Gentile Rosaly,


non mi stancherò mai di dire che la pittura espressionista nel 2009 non ha alcun senso, ma se ha deciso di utilizzare questo lessico pittorico approfondisca chi ha contribuito a dar vita a questa pittura.
La sua pennellata mi ricorda Oskar Kokoschka che, oltre ad utilizzare un tratto forte e deciso con un colore corposo denso è sempre attento agli accostamenti cromatici e al reciproco rapporto tra i colori utilizzati. Credo che la sua ricerca, Rosaly, debba andare in questa direzione.
Buon lavoro. Rimanendo a sua disposizione per ulteriori chiarimenti la ringrazio per avermi contattato.
Cordialmente
G.L.  

 

 

 

 

 


 

30 Giugno 2009

 

UN ARTISTA AUTODIDATTA

 

Gentile Goran,
 
mi chiamo Alessandro Giannì, sono un artista, anche se non so se posso definirmi così perchè è una parola talmente grande... Sono completamente autodidatta, Ho 20 anni e disegno da tutta la mia vita ma ho scoperto la pittura da circa un anno.
Da quel giorno dipingo assiduamente quasi tutti i giorni e ho prodotto decine e decine di opere.
Mi dedico in particolare alla pittura informale ma senza comunque trascurare il figurativo.
 
Essendo giovanissimo per me è molto complicato anche essere solo ascoltato dalla gente, dai galleristi e tutto il resto... Mi piacerebbe avere un tuo parere sulle mie opere e qualche consiglio su come muovermi nel mondo dell'arte.
 
Ti invio alcune delle mie opere riguardanti generi diversi;
 
Grazie della disponibilità, che purtroppo di questi tempi è difficile trovare.

Alessandro Giannì

 

 

Gentile Alessandro,


prima di rivolgersi alle gallerie credo Lei debba ancora fare un lungo percorso fatto di studio, approfondimento e pratica. Vista la sua giovane età le consiglio, se desidera intraprendere questa strada, innanzi tutto di iscriversi all’ Accademia di Belle Arti che, con tutti i suoi difetti, rimane comunque un valido luogo di studio ma anche di confronto con altri giovani artisti e ritengo che sia un’ esperienza utile per lei.
Scegliere un linguaggio informale oggi giorno non ha più molto senso visto che altri si sono cimentati con ottimi risultati in passato ma, dopotutto, dovrà pur cominciare da qualche parte…...
In tal senso, per ritornare alla sua pittura quindi si studi Fraz Klein, le piacerà, i suoi segni neri sono incisivi e allo stesso tempo leggeri e fluttuanti ma sempre decisi e non incerti come i suoi. Le consiglio innanzi tutto di aumentare le dimensioni dei suoi lavori, ingrandisca il formato. Vedo che usa le spatole ma si nota una certa riluttanza nel suo gesto che è impacciato e poco deciso. Compri tele (o altro supporto) di grandi dimensioni (2, 3 metri) e con delle spatole o pennelli più grandi e si lasci andare sul supporto. Anche se inizialmente la tela le sembrerà enorme non solo la grande dimensione l’aiuterà a liberare ed allargare il gesto ma vedrà che con il passare del tempo non potrà più ritornare al vecchio formato.
Le consigli in fine di non trascurare l’effetto cromatico e l’armonia dei colori in rapporto fra di loro, osservi la straordinaria capacità che ha Rothko di armonizzare i colori tra di loro anche quando sceglie di utilizzare colori scuri.
Attendo nuove foto dei nuovi quadri, buon lavoro!
G.L.

60 X 80 Acrilico su tela

matita su carta  e 60 X 80 tecnica mista su tela

 

 


 

 

 

10 Giugno 2009

 IL FIGURATIVO NEL 2009

 

Salve, mi chiamo Loredana Cacucciolo e sono un'artista.. navigando in internet ho avuto il piacer di incontrare il vostro sito. ...e vorrei sottopporre alla vostra cortese attenzione un cenno del mio lavoro..di cui vi allego file,curriculum artistico e indirizzo web .. ringraziandovi sin d'ora del vostro tempo in attesa di un vostro commento ..... se vorrete!!! i miei piu' cordiali saluti

Loredana Cacucciolo

 

 

Gentile Loredana,

come ho avuto più volte modo di sostenere, l’arte figurativa, o quantomeno la pittura figurativa, nel 2009 non ha molto senso in quanto poco o nulla rappresenta l’epoca a noi contemporanea. Per quanto concerne il suo lavoro, che cortesemente ha voluto sottoporre alla mia attenzione, ritengo debba lavorare e studiare ancora molto se intende dedicarsi alla figura umana.

La scelta di utilizzare un linguaggio pittorico “espressionista”, o comunque non iperrealista, non deve penalizzare le proporzioni del soggetto rappresentato sia esso umano o inanimato. Dipinge le mani per esempio è molto impegnativo e solo artisti molto esperti ci riescono con successo.

Le consiglio un volume della Taschen intitolato “RITRATTO”. Questo volume ripercorre sinteticamente la storia del ritratto affrontando anche tutto il ‘900. Vedrà come alcuni autori del secolo appena concluso nonostante scelgano un lessico pittorico espressionista o cubista sono assolutamente padroni della figura umana e mai approssimativi sia dal punto di vista compositivo che pittorico. Quando Picasso dipinge le sue donne scomposte e squadrate, dando vita alla pittura cubista, sceglie di utilizzare questo linguaggio volontariamente e non lo adopera perché incapace di rappresentare la figura di una donna realisticamente…

Continui a studiare i grandi Maestri è un cammino che tutti hanno percorso obbligatoriamente per progredire artisticamente.

Rimanendo a sua disposizione per ulteriori chiarimenti o per vedere l’evoluzione del suo lavoro le auguro buon lavoro.

Cordialmente,
G.L.

 

Nelle stanze di Andrea,interno 7 , olio su tela 60x90x5,2008

 

Una notte con Bukowski, interno 13,olio su tela cm 60 x80,2008

 


 

 

15 Dicembre 2008

Gentile dottor Goran,

mi chiamo Annunziata Ruffolo, ho 32 anni e vivo e lavoro a Cosenza. Volevo complimentarmi perche ho visitato il sito e lo trovo molto interessante. Le invio due foto delle mia istallazioni, intitolate “Epidermide” e “Forza”, nella speranza di poter avere una critica a riguardo.
In attesa di una risposta ringrazio cordialmente.
A presto

Annunziata Ruffolo



Gentile Annunziata,

premetto che, avendo solo a disposizione solo due foto, che gentilmente mi ha inviato, non mi è possibile una lettura ottimale delle sue opere anche se devo ammettere che trovo i suoi lavori molto interessanti.

Non mi soffermerò sull’opera intitolata “Forza” perché dalla foto non riesco a coglierne bene il senso materico, preponderante in questo lavoro, ma l’effetto chiaroscurale, ove Lei gioca con il tono su tono bianco su bianco, trovo sia esteticamente intrigante e non sottovalutabile, anche se dovrei vederla dal vero.

Intendo però commentare in modo più approfondito la foto dell’installazione che mi ha inviato. Sono sempre incuriosito dalle installazioni perché amo il coinvolgimento diretto che creano con il pubblico che vi entra in contatto introducendovisi fisicamente.
Nel caso della sua installazione siamo in presenza di un dialogo tra l’elemento naturalistico ( l’albero, il bosco, le foglie a la terra) e le sue applicazioni. La natura diviene qui elemento di supporto per l’inserzione dei suoi oggetti come altresì del fuoco ed insieme riescono a creare e a dare vita ad una vera e propria rappresentazione suggestiva grazie anche alla componete del notturno, elemento indispensabile per l’effetto scenico in atto.

Mi complimento con Lei invitandoLa a continuare a lavorare.

Rimanendo a sua disposizione, cordialmente.

G.L.    
   

 



 


 

10 Dicembre 2008

Buon giorno mi chiamo Marcello Mascali, e scrivo da Catania,
Se fosse possibile, desiderei avere notizie sull'esistenza di dipinti del prof. Bode, ed eventualmente  dove poterli vedere.
Non ho trovato in nessun motore di ricerca notizie in tal senso.
Mi appare strano, che un maestro di pittura di elevato spessore come il prof.Bode, fondatore di una manifestazione come Documenta,  non abbia realizzato alcun dipinto.
Nel ringraziarVi per la cortese attenzione, porgo cordiali saluti ed attendo se possibile una Vs. gradita risposta a mezzo e-mail.
Cordiali saluti.
Marcello Mascali

 

Gentile Marcello,


Lei ha ragione Arnold Bode (Kassel, 23 dicembre 1900 – Kassel, 3 ottobre 1977) è stato un pittore ma anche un curatore e soprattutto il fondatore nel 1955 di “Documenta”  (Weltausstellung der zeitgenössischen Kunst ): importante manifestazione artistica che è considerata, ad oggi, una delle più importanti al mondo.
 Essendo stata sin dal principio una manifestazione internazionale in grado di competere con la Biennale di Venezia (vista la presenza, in passato, di nomi di spicco come Picasso e Kandiskij solo per citarne alcuni) è naturale che il nome di Bode sia principalmente legato a questa manifestazione visto anche il suo peso e l’importanza della sua fondazione.
Non conosco le opere pittoriche di Arnold Bode, cui attività pittorica credo risalga principalmente al periodo precedente alla seconda Guerra Mondiale, ma ritengo sia altamente probabile che a Kassel sia possibile reperire qualche sua opera nei musei locali vista anche l’ esistenza di un suo lascito alla collettività (Arnold Bode Bequest) che include diari, foto e tanto altro.
Mi permetto di aggiungere inoltre che, anche se una persona illuminata dà vita ad una esposizione di successo internazionale, non è detto che sia anche un artista di rilievo, così come non è detto che un eccellente pittore possa essere un capace curatore, anzi…
Cordialmente
G.L.

 

 

  


 

 

20 Novembre 2008

Gentile dott. Goran,

vivo a Siracusa, una città lontana da grandi eventi artistici,  in un territorio ricco di risorse umane ma povero di iniziative artistico-culturali, con poco margine per i giovani artisti di emergere ed acquisire una minima notorietà. Le chiedo, vista la sua fama di critico d'arte, se non fosse il caso di intraprendere un' iniziativa opposta, ovvero organizzare grandi eventi in piccoli centri urbani, e per rompere quella monotona e monopolizzata cerchia di artisti "amici".
E' pur vero che l'arte contemporanea sembra diventata “arte di tutti”, con il rischio di renderla mediocre e poco interessante.
Gentile Dott.Goran, io come tanti piccoli pittori cerchiamo umilmente di dare all'arte contemporanea parte della nostra esistenza mettendoci in gioco quotidianamente senza nessuna pretesa.
Se l'arte diviene sinonimo di denaro rischiamo di perdere una grande ricchezza: l’Arte in quanto tale.  
Un Saluto
Salif
 

Gentile Salif,


comprendo perfettamente lo stato d’animo di un giovane artista che si sente vincolato ed ostacolato dal suo territorio d’appartenenza. Sicuramente un piccolo centro offre meno possibilità di sviluppo ma le assicuro che anche una grande città può essere spietata.
Come potrà sentire in alcune mie interviste, per alcuni artisti è stato necessario lasciare il proprio paese non solo per affermarsi ma anche per poter far sentire la “propria voce”.
Se si crede in se stessi e, visto il nostro caso, nel proprio lavoro, bisogna trovare la forza e la caparbietà di cercare un valido interlocutore (una galleria d’arte, trasferirsi in un’altra città o far riferimento a qualche amico) che dia la possibilità di esprimersi e di crescere, non solo professionalmente.
Non sono un gallerista né organizzo esposizioni, ma come ha visto in questo spazio suggerisco e segnalo artisti, alcuni giovanissimi, che ritengo abbiano a mio parere, qualcosa da dire attraverso le loro opere.
Gentile Salif continui a mettersi in gioco quotidianamente, ma non senza pretese, cercando di ottenere sempre il massimo.
Ringraziandola di avermi contattato rimango a sua completa disposizione.
Cordiali saluti
G.L.      

 

 


 

15 Luglio 2008

Gentile Goran Lavriha,


sono Giovanni Gasparro, artista in merito al quale lei ha scritto sulla sua pagina web.
Detto francamente, ritengo il suo giudizio critico dettato da stereotipi critici "post bellici" che fanno propendere per una sua adesione ad un'estetica antiquata ed anacronistica, piuttosto che ad una mia visione dell'arte come copia dell'antico.
Da quello che scrive si evince chiaramente che ritiene la figurazione un mezzo espressivo obsoleto anche quando, come nel mio caso, è totalmente distaccata dalla riproposizione di stilemi già espressi in passato. Io propongo il nuovo veicolato attraverso una tecnica antichissima, come del resto è stato fatto dal '400 fino ad oggi (vedi Lopez Garcia, Freud, Guarienti...).
Essere bollato come uno sterile imitatore di Gericault, mostra chiaramente il forte limite del suo spirito critico, di pedante aderenza a teorizzazioni becere.
La ringrazio, oltremodo, per i complimenti alla mia tecnica pittorica, ma non ritengo affatto di dover essere giudicato per questo. Nessuno si sarebbe mai sognato di farlo con Giacometti o Fausto Pirandello.
La pochezza e la superficialità con cui molti scribacchini (e questo non è il suo caso) azzardano stroncature categoriche, ha tutto il lezzo sgradevole di certi insulti fatti senza coscienza e conoscenza storica. Molti pseudo artisti della seconda metà del secolo passato, un tempo osannati dalla critica, oggi sono NIENTE: ciò mostra apertamente come molte voci dentro e fuori dal coro siano feccia. Nessuno avrebbe mai rimproverato a Delacroix l'aver studiato troppo Watteau o Rubens, nessuno avrebbe riso di Rodin quando si ispirava alle porcellane ed ai bozzetti di Houdon e Puget.
Concordo quando scrive che certi pittori ripropongono "visioni" antiche in modo sterile, ma credo fermamente che questo non sia il mio caso. Che pena scoprire che c'è ancora chi scrive che la pittura contemporanea è solo un retaggio di glorie passate.
Giovanni Gasparro  

 

 

Gentile Giovanni Gasparro,


questo è uno spazio/rubrica ove io esprimo la mia opinione e do la mia chiave di lettura agli argomenti che vengono posti alla mia attenzione. Pur comprendendo e rispettando il suo punto di vista rimango della mia opinione.
RingraziandoLa per il suo intervento le auguro buona fortuna per la sua carriera rimanendo a sua disposizione per ulteriori chiarimenti.
G. L.
 

 


 

 

28 Giugno 2008

Caro Goran,

di recente, leggendo un articolo, ho avuto modo di scoprire sul web un artista che non conoscevo e le cui opere mi hanno veramente sorpreso per la loro capacità di unire una tecnica degna degli antichi maestri dell'arte ad una sensibilità di grande modernità. Le invio il link dell'articolo in questione, dopodichè sarei curioso di conoscere qualche sua impressione, per quanto sia possibile non vedendo le opere da vicino...
Cordialmente
Luca

 

 

Gentile Luca,

l’artista Giovanni Gasparro (di cui ho potuto purtroppo vedere solo poche immagini on line), che Lei sottopone alla mia attenzione, è sicuramente come ha notato, un giovane artista che si è impegnato molto nello studio del nudo e della figura umana, dimostrando meritevoli capacità nella resa delle proporzioni, come si può apprezzare anche nella buona raffigurazione delle mani, dei piedi e dell’ incarnato (particolari tra i più difficili da dipingere con successo).
La pittura di Gasparro è invero una pittura accademica con cui il giovane artista (ripeto per le poche immagini che ho potuto vedere in rete) dà vita a composizioni concitate ed intense. Come ho scritto in altre circostanze però, l’artista deve essere testimone della sua epoca per esserne vero portavoce e osservatore, per poter dare anche il suo apporto ad un periodo storico. Riprodurre Théodore Géricault (per quanto sia bella "La zattera della Medusa") solo per citare un esempio, non ha molto senso nel 2008.
Continui ad approfondire la sua passione per l’arte e non esiti a contattarmi in futuro ogni qual volta ne avesse bisogno.
G. L.

Cannibali

 


 18 Giugno 2008

Dott. Lavriha,


sono un professionista (un avvocato) e anche se amante dell' arte non ho una formazione che mi consenta di comprenderla appieno. Brevemente, vorrei chiederle come si fa a capire se un artista giovane si può ritenere valido e adatto ad un investimento?
Grazie della sua attenzione,
Antonio De Rossi

 

 

Avv. De Rossi,


perchè un artista si possa considerare tale dovrebbe non solo riuscire a comunicare delle emozioni o un messaggio ma dovrebbe riuscire, attraverso la sua opera, a testimoniare l' epoca, il tempo in cui vive ( non ha senso fare oggi un quadro cubista per intenderci).
La capacità di comunicare, attraverso il suo lavoro, con il pubblico significa non solo che le sue creazioni posseggono un contenuto ma che l'autore sta seguendo un suo percorso che traspare nelle sue creazioni.
Per ciò che concerne l' investimento scoprirà ben presto che spesso alcuni artisti che hanno poco da comunicare sono molto quotati- il mercato e l' arte non seguono sempre la medesima strada.
La invito non solo a continuare a coltivare la sua passione per l'arte leggendo, visitando mostre e gallerie ma nel momento in cui deciderà di acquistare un opera di far cadere la sua scelta su un opera che in primo luogo la rapisca e le piaccia.
Grazie di avermi contattato.
Goran Lavriha

 


 

 26 Maggio 2008

Caro Goran,


sono un liceale di Milano, ho scoperto l’arte grazie ai miei genitori che sin da piccolo mi hanno portato in giro per musei ed esposizioni, ho cominciato ad appassionarmi di arte contemporanea studiandola a scuola e ho approfondito le mie curiosità attraverso libri, riviste ed in particolar modo internet. Sono un graffitaro ma non disegno sui treni della metropolitana perché rispetto i luoghi pubblici. Contrariamente a ciò che pensa la gente considero i miei lavori e quelli dei miei colleghi delle opere d’arte, seppur di livello più basso. Nei miei lavori mi ispiro a Keith Haring.Mi piace il suo modo di lavorare fuori dagli schemi e penso che con il suo estremo minimalismo ha fortemente influenzato l'arte e la grafica moderna. Vorrei essere come lui: una persona che aveva paura di manifestare il suo pensiero,un artista lontano dai soliti schemi, lontano dalla logica del profitto, capace di dipingere un cartellone pubblicitario, mentre le sue opere valevano migliaia di dollari. Cosa ne pensi di lui come artista? Lo consideri degno di riconoscimento oppure i suoi lavori non rientrano in quello che viene definito “stato dell’arte”?
Carlo

 

 

Gentile Carlo,


innanzitutto devo contraddirla, Keith Haring non aveva timore di manifestare il suo pensiero ma altresì ha avuto l’ardore di elevare, come direbbe lei, l’ “arte graffitara” decontestualizzandola e trasponendola coraggiosamente anche nei luoghi ufficiali dell’arte. La ricchezza di Haring, che lo distingue da altri graffitari è lo studio di artisti che l’hanno preceduto, come : Jean Dubuffet, Stuart Davis, Jackson Pollock, Paul Klee, Marc Tobey. Tale studio ha arricchito le opere di Haring che è comunque rimasto sempre fedele a questo linguaggio di “strada” di cui avrà capito la forza espressiva. Così come Warhol aveva inteso che le immagini pubblicitarie o alcuni volti noti erano per la società delle vere e proprie icone, simboli della contemporaneità, Haring intuisce quanto i graffiti rientrino nella cultura e nel linguaggio americano. Ha la capacità di codificarne il lessico creandone un vero e proprio genere.
La invito a continuare a rispettare luoghi pubblici ma, a non abbandonare questo interesse che potrà sicuramente far evolvere attraverso lo studio.
Così come quando si scrive una tesi bisogna approfondire le note bibliografiche dei testi, per comprendere un artista occorre studiare la formazione e i suoi riferimenti formativi.
Buono studio.
G.L.

Keith-Haring

 


 

 3 Maggio 2008

Ciao Goran,


ho visto il tuo video-commento alla mostra di Pino Pascali presso la galleria Emmeotto di Roma e mi ha spinto ad andare a visitarla. È davvero molto interessante, soprattutto perché si concentra sul lavoro dell’artista per la pubblicità e la televisione, in quegli anni dove il ruolo delle immagini ha avuto un’influenza preponderante nella società. Eppure nei libri che parlano di storia della televisione e di pubblicità italiana non è spesso citato, seppur ha dato un contributo importante. Sapresti dirmi il perché?
Grazie.
Giulia

 

 

Gentile Giulia,


come ha potuto notare visitando la mostra, l’opera di Pino Pascali è contraddistinta da una straordinaria creatività e fantasia che l’artista ha adattato, in questo caso, straordinariamente al linguaggio televisivo e non solo.
Purtroppo, la prematura dipartita ha impedito all’ artista, non solo di approfondire lo studio di un campo (la comunicazione mediatica e pubblicitaria ) allora quasi inesplorato, ma ha anche impedito il consolidamento delle sue rivoluzionarie scoperte e proposte troppo coraggiose per l’epoca.
Vede Giulia, spesso i precursori non solo non vengono capiti e fraintesi, ma la loro opera viene apprezzata troppo in ritardo. RingraziandoLa per avermi contattato.
La invito a non trascurare questa sua curiosità approfondendo questo interessante artista del '900 italiano.

G.L.

  

 

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